Si è conclusa da pochi giorni l’
Assemblea Nazionale 2026 allo Scout Center di Roma e l’eco delle riflessioni condivise, risuona ancora con forza. Il titolo scelto per quest'anno,
“In contatto con i primi mille giorni dei genitori. Come le buone pratiche lettura, musica, gioco, massaggio, alimentazione responsiva possono essere di sostegno”. L’incontro, promosso dall’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI https://aimionline.it/ ), ha rappresentato un’occasione di confronto e approfondimento sul valore delle
esperienze precoci nella vita del bambino e della famiglia. Al centro della giornata vi è stato il tema dei
primi mille giorni, un periodo fondamentale per lo sviluppo fisico, emotivo, relazionale e sociale del bambino, ma anche per la costruzione dell’
identità genitoriale. È un tempo di profonda metamorfosi che richiede ascolto, evidenze scientifiche e reti di sostegno concrete che non lascino le famiglie isolate.
Ma perché la scienza dedica così tanta attenzione proprio a questo arco temporale? La letteratura scientifica definisce
i primi 1000 giorni (dal concepimento ai due anni di vita) come una
"finestra di opportunità" e, al contempo, di estrema vulnerabilità. In questo periodo, il cervello del bambino si sviluppa in termini di volume e numero di connessioni, gettando le basi biologiche per la salute, l'apprendimento e il benessere dell'intera vita adulta.
I primi mille giorni: un tempo prezioso per la relazione
L’intervento della professoressa
Alessandra Simonelli, psicologa e psicoterapeuta, ha offerto una cornice scientifica e clinica sul tema dei primi mille giorni, mettendo in evidenza quanto le prime interazioni tra adulto e bambino possano incidere sulle
traiettorie evolutive, sul benessere psicologico e sulla qualità della relazione.
Parlare dei primi mille giorni significa parlare non solo del bambino, ma anche dei genitori: del loro bisogno di essere ascoltati, riconosciuti, sostenuti e accompagnati nella costruzione di una
relazione sicura, sensibile e responsiva.
Quando nasce un bambino anche il genitore nasce con una nuova identità che si deve fare spazio tra le altre identità di quell’adulto neo-genitore che rimane contemporaneamente anche figlio, partner, professionista, amico… Questo processo psicologico è complesso e richiede tempo, ma è anche supportato dalla biologia. Alcune caratteristiche del bambino, come le espressioni facciali del bambino e il suo pianto, hanno il potere di provocare nel genitore delle
risposte neurobiologiche che lo preparano all’azione e alla cura e lo aiutano nell’
apprendere ad accudire il suo bambino nella sua unicità.
Un’alleanza di buone pratiche: la sinergia che sostiene la famiglia
Uno dei nuclei centrali del convegno è stato dedicato alle
buone pratiche che possono accompagnare la crescita del bambino e rafforzare la relazione con i genitori:
lettura, musica, gioco, massaggio infantile e alimentazione responsiva. Sono esperienze semplici, spesso già presenti nella quotidianità familiare, ma assumono un valore profondo quando vengono vissute con intenzionalità, ascolto e rispetto dei tempi del bambino.
La
lettura condivisa favorisce vicinanza, linguaggio, attenzione e piacere dello stare insieme. L’iniziativa
Nati per Leggere (https://www.natiperleggere.it/ ) è stata presentata da
Laura dell’Edera a sostegno di alcune delle competenze che servono per stare bene al mondo (Life Skills) elencate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1993. In particolare, promuovere la lettura condivisa fin dai primissimi anni fornisce opportunità di apprendimento e promuove la genitorialità responsiva. I dati statistici sulla popolazione italiana forniti dall’ISTAT confermano che ci sia ancora molto da fare per garantire che a tutti i bambini vengano fornite queste opportunità, e Nati per Leggere si impegna per questo obiettivo.
Sorella minore di Nati per leggere,
Nati per la Musica (https://natiperlamusica.org/), presentata da
Salvatore Di Russo, è un movimento di volontari che mira a valorizzare qualsiasi forma di musica nella quotidianità del bambino, come forma di trasmissione delle tradizioni e degli affetti familiari. La musica, intesa come
modalità comunicativa che include passa per la voce del genitore o per la creazione di sequenze sonore condivise, sostiene il senso del ritmo ma anche l’espressione, la comunicazione affettiva e la regolazione emotiva.
Il massaggio infantile, al centro dell’identità e della missione AIMI, rappresenta una
pratica privilegiata di contatto e comunicazione. Il tocco intenzionale e rispettoso da parte del genitore è una dimensione tipicamente umana particolarmente preziosa nei primi mille giorni, perché
sostiene la conoscenza reciproca e rafforza la relazione genitore-bambino. Il contatto diventa un linguaggio, una forma di dialogo e una possibilità concreta di cura. Le evidenze scientifiche raccolte da
Anna Gui dimostrano come il massaggio infantile proposto da AIMI produca effetti benefici non solo sul corpo del bambino, ma anche sulla relazione di attaccamento tra il genitore e il bambino. Questi effetti seminati tramite il massaggio nei primi mesi di vita permangono nel tempo nella misura in cui il contatto diventa una modalità quotidiana di comunicazione basata sull’osservazione, l’ascolto rispettoso dei segnali del bambino e la presenza consapevole dell’adulto.
Margherita Ferraro ha rivisto
lo sviluppo del gioco nel bambino, portando la lettura del gioco come una partita di tennis in cui il bambino lancia un segnale di interesse o una proposta, e il genitore risponde dandogli valore ed arricchendolo in uno scambio continuo. Quello che rende questo scambio mediato dal gioco davvero prezioso è l’attesa, dove emerge il potenziale della coppia genitore-bambino di co-costruire una relazione unica fatta di curiosità, creatività, piacere e ascolto.
Anche l’
alimentazione responsiva è stata proposta come esperienza relazionale, non riducibile al solo nutrimento.
Martina Carabetta ha ricordato come le linee guida della European Food Safety Authority (EFSA) sostengono l’introduzione del cibo solido, ad integrazione del latte, a partire dai 6 mesi di vita, nel rispetto dei tempi di sviluppo e dei segnali di prontezza del bambino. Il momento del
pasto deve essere vissuto come esplorazione sensoriale ed
esperienza relazionale piacevole priva di preoccupazioni rispetto agli apporti nutrizionali che vengono garantiti dal latte. Solo così, il pasto può diventare occasione di ascolto, rispetto dei segnali.
Un dialogo tra competenze diverse
Il convegno “In contatto con i primi mille giorni dei genitori” ha valorizzato il contributo di professioniste e professionisti provenienti da ambiti diversi, a conferma dell’importanza di
uno sguardo integrato sull’infanzia e sulla genitorialità. La ricchezza dell’incontro è emersa dal dialogo tra queste competenze, accomunate da un obiettivo condiviso: promuovere contesti relazionali capaci di sostenere il bambino e i suoi adulti di riferimento nei primi anni di vita.
Il convegno ha confermato l’importanza di
costruire alleanze tra professionisti, associazioni e famiglie per promuovere il benessere nei primi anni di vita. Lettura, musica, gioco, massaggio infantile e alimentazione responsiva non sono semplici attività, ma linguaggi attraverso cui il bambino incontra l’adulto e l’adulto impara a conoscere il bambino.
Essere in contatto con i primi mille giorni significa riconoscere che
la relazione è il primo luogo della crescita. Significa sostenere i genitori perché possano sentirsi più presenti, fiduciosi e competenti. Significa promuovere una cultura dell’infanzia fondata su ascolto, rispetto, cura e contatto.
Accompagnare i genitori per sostenere i bambini
Uno dei messaggi centrali emersi dal convegno è che
il sostegno al bambino passa anche attraverso il sostegno ai genitori. Nei primi anni di vita, madri, padri e adulti di riferimento hanno bisogno di sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati, senza giudizio.
Le buone pratiche presentate durante il convegno non richiedono strumenti complessi. Richiedono piuttosto tempo, attenzione e disponibilità a stare nella relazione. Leggere insieme, cantare, giocare, massaggiare e condividere il momento del pasto sono esperienze che possono aiutare il genitore a entrare in sintonia con il bambino e a riconoscere il valore dei piccoli gesti quotidiani.
In questa prospettiva, AIMI continua a promuovere percorsi, formazione e occasioni di incontro che pongono al centro
la qualità della relazione, il rispetto del bambino e la competenza dei genitori.